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Alcune Organizzazioni Non Governative (ONG) hanno raccolto le loro riflessioni sulla bozza zero del documento per Rio+20.

Tra le organizzazioni coinvolte vanno ricordate Pew Environment Group, Greenpeace International, Third World Network (TWN), Green Economy Coalition (GEC) e Stakeholder Forum.

Diversi i punti chiave evidenziati dalle ONG, che si sono concentrate su diversi aspetti della bozza che ritengono carenti o positivi. Particolare apprezzamento è stato espresso per l'inserimento del tema del futuro degli oceani tra gli obiettivi dello sviluppo sostenibile, in particolare da Pew che ritiene questa scelta essenziale per la difesa della biodiversità marina. Della stessa opinione Greenpeace. Quest'ultima ha espresso un parere positivo sulla richiesta di sviluppo di una misura del benessere diversa dal Prodotto Interno Lordo (PIL), criticando però il tono dimesso del documento e la "mancanza di urgenza". 

Critiche sono giunte dal Third World Network (TWN) per quanto riguarda la parte attuativa contenuta nella bozza ritenuta debole. L'aspetto della green economy, secondo TWN, favorisce la visione contenuta nella Green Economy Roadmap dell'Unione Europea. Nonostante queste perplessità la TWN è convinta la bozza raccolga gli elementi emersi durante il processo preparatorio.

La Green Economy Coalition (GEC) ha ribadito il concetto espresso da Greenpeace: "la bozza è carente in urgenza, è carente in coraggio, è carente in convinzione." In particolare la GEC critica la parte relative alle innovazioni finanziarie al cui riguardo, sempre secondo la GEC, la bozza non prende un'effettiva posizione su quale sarà la provenienza dei fondi che dovrebbero permettere la transizione a una reale green economy.

Infine, lo Stakeholder Forum ha compiuto un'analisi dettagliata al fine di informare tutti gli stakeholder in modo tale che le varie organizzazioni possano concentrarsi su interessi condivisi.


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