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La guerra dei buchi neri

Non è un libro facile. E per fortuna: se Susskind, pur grandissimo teorico ed eccellente divulgatore, sapesse presentare la fisica (e anche un po’ la metafisica…) di un buco nero in un libro di facile lettura, verrebbe un terribile complesso di inferiorità a chi (come me, per esempio) cerca di capirla da decenni. Diciamocelo: molti di noi credono nel buco nero per fede ripetuta … cioè, a furia di sentirle dire, in certe cose uno poi crede. Se Hawking dice che l’informazione evapora insieme al buco nero e scompare come

L'LHC riparte

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Il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra è ripartito il 28 febbraio. Inaugurato il 10 settembre 2008, il più potente acceleratore del mondo si era dovuto fermare pochi giorni dopo per un grave incidente. Come spiega nell'editoriale di Scienzainrete il direttore Lucio Rossi, l'LHC potrà tornare ad andare a piena potenza fra un paio d'anni: prima bisognerà ridare stabilità al sistema riparando tutte le connessioni lesionate. Per ora quindi l'acceleratore gira a regime ridotto. Una volta finiti i lavori di stabilizzazione, l'LHC farà scontrare due fasci opposti di

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Himalaya sotto controllo

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Qualche misura i più sui ghiacciai dell'Himalaya non guasta, visti anche le recenti polemiche in campo climatologico che hanno messo in dubbio le previsioni IPCC sullo scioglimento dei ghiacci del gigante asiatico. Questa volta ci pensano gli italiani. Nei giorni scorsi è stata infatti installata da una squadra del Comitato EvK2Cnr la prima stazione di monitoraggio glaciale dell'Himalaya.

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LHC, riconosciamolo: l'errore e lo stop erano evitabili

Un progetto gigantesco, uno sforzo di migliaia di persone, un’avventura che era appena iniziata, il 10 settembre 2008, con clamore mediatico (200 giornalisti, Google che ci dedica la sua pagina): e poi il grande stop solo  nove giorni dopo. Con tutti giornalisti che – avendo appreso la strada nel giorno di gloria della partenza – sono ritornati fulminei a chiedere come mai la macchina si fosse rotta e di chi fosse la colpa. La colpa, sì, perché anche se non detto apertamente nei primi giorni, il punto era capire come mai,

Detenuti, non cavie

Nelle battute iniziali di Prendi i soldi e scappa (Take the Money and Run, 1969), Virgil Starkwell (Woody Allen), ladruncolo imbranato detenuto in un carcere di San Francisco, si offre come volontario per provare un vaccino mai testato su esseri umani. In cambio, Virgil ottiene la libertà vigilata, solo dopo, però, che fossero terminati gli effetti collaterali dell’inoculazione. A seguito della vaccinazione, infatti, Virgil si trasforma, per alcune ore in un rabbino…

Chi vegeta lo sa?

Un gruppo di ricercatori britannici e belgi ne è fermamente convinto. Secondo un loro recente studio la risonanza magnetica funzionale è in grado di rilevare segni di attività cerebrale anche nei pazienti incapaci di comunicare, perché in coma e mostra che una piccola parte delle persone in stato vegetativo ha in realtà una forma di coscienza.

Ammassi alieni

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Tra i variegati raggruppamenti stellari che popolano una galassia, un ruolo davvero particolare lo rivestono gli ammassi globulari, sferici affollamenti di centinaia di migliaia di stelle - talvolta anche milioni - tra le più vecchie che si conoscano. Nella Via Lattea se ne contano circa 150, ma in un recente studio si sostiene che almeno un quarto di essi si sono formati da qualche altra parte.

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Chimica: la materia è organizzata, il pensiero complesso

La prima metà del XX secolo è stata caratterizzata in ambito scientifico dalla rivoluzione della meccanica quantistica e da quella della meccanica relativistica, ambedue di ambito fisico, ambedue di ambito meccanico. Nella seconda metà del Novecento, invece, sono avvenute due “rivoluzioni” scientifiche per molti aspetti diverse e, soprattutto, in ambito diverso. Esse vanno sotto i nomi di “Scienze della Complessità” e “Teoria Generale dei Sistemi”. In realtà, per le notevoli connessioni che esistono tra questi due grossi

9p21 sul ponte di comando

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La sequenza 9p21 non si sporca le mani in prima persona, ma dà ordine ad altri di innescare i meccanismi che portano alla cardiopatia ischemica. Diversi studi genome-wide hanno associato alcuni polimorfismi di 9p21 a un maggior rischio cardiovascolare. Ma nessuno finora era riuscito a capire come questa zona del  DNA, che non codifica per nessuna proteina, potesse aumentare la probabilità di avere un infarto.

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