fbpx Scorte di ossigeno nel cervello | Scienza in rete

Scorte di ossigeno nel cervello

Primary tabs

Read time: 1 min

Le catene dell'emoglobina non sono prodotte solo nei precursori dei globuli rossi: i loro geni vengono espressi anche nei neuroni dopaminergici della sostanza nera, la cui degenerazione porta al morbo di Parkinson, e nelle cellule gliali che in tutto il cervello circondano i neuroni come un tessuto connettivo. Alla scoperta è giunto Stefano Gustincich della SISSA di Trieste, insieme con alcuni colleghi italiani e giapponesi, che l'hanno confermata in diversi animali da laboratorio e su preparati di cervello umano provenienti da autopsie. Utilizzando il metodo dei microarrays, i ricercatori hanno dimostrato che all'aumentata espressione dei geni per le catene globiniche corrispondevano cambiamenti nell'espressione di geni legati all'omeostasi dell'ossigeno e alla fosforilazione ossidativa. Ciò fa pensare che l'emoglobina, oltre che nel sangue, funga da magazzino di ossigeno anche nel cervello, proteggendo il tessuto nervoso da microischemie, così come era già stato dimostrato nei vermi, in cui è l'emoglobina a fornire direttamente l'ossigeno alle cellule nervose quando gli animali vanno sotto terra. Lo studio apre la strada anche a nuovi possibili approcci terapeutici nei confronti del Parkinson e delle ischemie cerebrali.

Proc Natl Acad Sci  2009; 106: 15454

 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Biologia

prossimo articolo

Il mito infranto della sostenibilità: intervista ad Antonio Galdo

uno spazzolino di plastica e uno di bambu

Ne "Il mito infranto" (Codice Edizioni), il giornalista Antonio Galdo ci mostra, dati alla mano, come sotto il marchio della sostenibilità vengano proposti prodotti e soluzioni che, di fatto, contribuiscono ad aumentare le diseguaglianze, marciando contro ciò che è il vero sviluppo sostenibile.

Considera lo spazzolino, il comune spazzolino da denti. Può essere un buon punto di partenza per iniziare a ragionare sulla sostenibilità e, soprattutto, su come possa diventare un’etichetta che troppo spesso ci fa perdere di vista il vero significato del termine.